Mentre l’Europa si avvolge nel grigio dell’inverno, esiste un luogo dove gennaio regala temperature miti, cieli tersi e paesaggi montani che sembrano usciti da un racconto delle Mille e Una Notte. Jebel Akhdar, la “Montagna Verde” dell’Oman, rappresenta una delle destinazioni più sorprendenti e ancora poco battute dal turismo di massa, perfetta per chi cerca un’avventura in famiglia senza svuotare il portafoglio. A duemila metri d’altitudine, questo altopiano roccioso della catena degli Hajar offre un microclima unico che a gennaio trasforma i suoi terrazzamenti in un tripudio di colori, con mandorli e albicocchi in fiore che contrastano con le rocce rossastre delle montagne circostanti.
Gennaio è davvero il momento ideale per visitare questa regione: le giornate sono fresche ma piacevoli, con temperature che oscillano tra i 15 e i 20 gradi, mentre le serate richiedono una giacca leggera. Per le famiglie, questo significa poter esplorare sentieri e villaggi senza il caldo opprimente che caratterizza altre zone dell’Oman nei mesi invernali, e soprattutto senza la calca di turisti che invadono le destinazioni più convenzionali.
Un paesaggio che sfida ogni aspettativa
Ciò che rende Jebel Akhdar straordinaria è il suo aspetto paradossale: chi si aspetta solo dune e deserti dall’Oman rimarrà stupito davanti a questi canyon vertiginosi, terrazzamenti coltivati da secoli secondo antichi sistemi di irrigazione e villaggi in pietra aggrappati alle pareti rocciose. I contadini locali coltivano qui rose damascene, melograni, albicocche e noci, creando un’agricoltura di montagna che sembra impossibile in questa parte del mondo.
I bambini rimarranno affascinati dai falaj, gli ingegnosi canali d’irrigazione patrimonio UNESCO che attraversano l’altopiano: seguirne il percorso diventa un gioco educativo che insegna come l’ingegno umano abbia saputo trasformare un ambiente arido in un giardino produttivo. Le passeggiate lungo questi canali sono adatte anche ai più piccoli e offrono scorci fotografici indimenticabili.
Cosa vedere e fare con tutta la famiglia
Il villaggio di Al Ayn rappresenta una tappa imprescindibile, con le sue case tradizionali in pietra e fango che si arrampicano sulla montagna. I vicoli stretti e le porte in legno intagliato raccontano storie di un’architettura millenaria perfettamente integrata nell’ambiente. I bambini possono esplorare liberamente questi labirinti di pietra, mentre gli adulti si godono panorami mozzafiato sulla valle sottostante.
Per le famiglie più avventurose, il Wadi Bani Habib offre un trekking di difficoltà moderata che si snoda tra case abbandonate e terrazze coltivate. Il sentiero, lungo circa due chilometri, è fattibile anche con bambini dai sei anni in su e permette di immergersi completamente nella vita tradizionale omanita. Lungo il percorso si incontrano spesso contadini che lavorano nei campi e che, con la tipica ospitalità locale, offrono datteri e caffè speziato.
Il Diana’s Point è invece la meta perfetta per il tramonto: questo punto panoramico regala una vista a 360 gradi sulla catena montuosa e sulle valli sottostanti. Portate con voi una coperta e qualche snack per un picnic al calar del sole che i vostri figli ricorderanno per sempre.
L’esperienza delle piantagioni di rose
Anche se la fioritura principale avviene in primavera, a gennaio molte piantagioni sono comunque visitabili e permettono di comprendere il processo di produzione dell’acqua di rose, un’eccellenza locale. I bambini possono vedere le distillerie tradizionali e imparare come da migliaia di petali si ottenga questo prezioso prodotto, utilizzato sia in cucina che in cosmetica.
Come arrivare e muoversi senza spendere una fortuna
L’accesso a Jebel Akhdar richiede un veicolo 4×4, poiché la strada che sale dalla pianura presenta pendenze importanti e alcuni tratti sterrati. Noleggiare un fuoristrada a Muscat costa circa 40-60 euro al giorno, una spesa ragionevole se divisa tra più giorni e considerando la libertà di movimento che offre. La distanza dalla capitale è di circa 150 chilometri e il viaggio dura tre ore, inclusa la spettacolare salita finale.

Per chi vuole risparmiare ulteriormente, esistono taxi condivisi che partono da Nizwa, la città più vicina, e che costano intorno ai 10-15 euro a persona. Una volta sull’altopiano, le distanze tra i vari punti d’interesse sono contenute e molti sentieri partono direttamente dai villaggi principali.
Dormire in montagna con budget contenuti
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Jebel Akhdar offre opzioni di alloggio per tutte le tasche. Accanto ai resort di lusso esistono guesthouse a gestione familiare che offrono camere pulite e confortevoli a 30-50 euro a notte per una camera doppia o tripla. Queste strutture, spesso ricavate da case tradizionali ristrutturate, permettono un contatto autentico con la popolazione locale e includono quasi sempre una colazione abbondante con pane fatto in casa, miele locale e datteri.
Un’alternativa ancora più economica è rappresentata dal camping: diverse aree attrezzate permettono di piantare la tenda in posizioni panoramiche per cifre simboliche (5-10 euro a notte). A gennaio le temperature notturne sono fresche ma sopportabili con sacchi a pelo adeguati, e l’esperienza di dormire sotto un cielo stellato privo di inquinamento luminoso vale ogni piccolo sacrificio di comfort.
Mangiare bene spendendo poco
I piccoli ristoranti locali sparsi nei villaggi servono piatti tradizionali omaniti a prezzi incredibilmente accessibili. Un pasto completo per una famiglia di quattro persone raramente supera i 20-25 euro. Il shuwa, carne marinata e cotta lentamente sottoterra, e il majboos, riso speziato con pollo o agnello, sono piatti sostanziosi perfetti dopo una giornata di escursioni.
Nei supermercati dei villaggi principali si trovano tutti i prodotti necessari per preparare pranzi al sacco: pane fresco, formaggi locali, frutta di stagione e frutta secca a prezzi molto contenuti. Organizzare picnic durante le escursioni non solo fa risparmiare, ma permette di godersi i paesaggi con tutta calma.
Consigli pratici per famiglie viaggiatrici
Portate con voi abbigliamento a strati: le escursioni diurne possono scaldare, ma le serate richiedono felpe e giacche leggere. Scarpe da trekking sono essenziali per tutta la famiglia, mentre un cappellino protegge dal sole di montagna che, seppur invernale, può essere intenso.
L’Oman è un paese estremamente sicuro e accogliente con le famiglie. I bambini sono benvenuti ovunque e la popolazione locale mostra sempre grande attenzione verso i più piccoli. Tuttavia, è importante rispettare le tradizioni locali: vestiti modesti per tutti i membri della famiglia (spalle e ginocchia coperte) sono segno di rispetto e permettono di interagire meglio con gli abitanti.
La connessione internet sull’altopiano è presente ma non sempre stabile: un’ottima occasione per una vera digital detox familiare. Acquistate una SIM locale all’aeroporto (circa 10 euro per 5GB) per le emergenze e per consultare mappe offline.
Gennaio a Jebel Akhdar è quella promessa di avventura autentica che ogni famiglia cerca: un luogo dove la natura selvaggia incontra l’ingegno umano, dove i bambini possono correre liberi tra villaggi di pietra e sentieri montani, dove ogni euro speso porta un ritorno in esperienze genuine. Lontano dalle rotte inflazionate, questa montagna verde vi accoglierà con la sua bellezza discreta e la sua capacità di regalare momenti che rimangono impressi nella memoria collettiva della famiglia, quelli che si raccontano per anni intorno al tavolo di casa.
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