Stasera in tv Ferrari con Adam Driver: Michael Mann svela il lato oscuro del mito che nessuno racconta

In sintesi

  • 🎬 Ferrari
  • 📺 Rai 2 alle 21:20
  • 🛣️ Racconta la vera storia di Enzo Ferrari, tra crisi personali e professionali nella Modena del 1957, con un approccio realistico e intenso che svela luci e ombre del mito, grazie anche a un cast internazionale guidato da Adam Driver e Penélope Cruz.

Ferrari, Michael Mann, Adam Driver e la storia vera di Enzo Ferrari accendono la prima serata TV di oggi, venerdì 16 gennaio 2026, con una delle uscite più attese della stagione: la prima visione Rai del film biografico “Ferrari”, in onda su Rai 2 alle 21:20. Una scelta perfetta se ami il cinema d’autore, le storie vere che bruciano sotto la pelle e quel mix tutto italiano di motori, tragedia e genio imprenditoriale.

Cosa aspettarsi da “Ferrari”: un biopic diverso dal solito

Il film di Michael Mann, ambientato nella Modena del 1957, non è un semplice racconto di sport o un omaggio patinato al mito del Cavallino Rampante. È un viaggio dentro la vita tormentata di Enzo Ferrari, interpretato magistralmente da Adam Driver, che qui sfoggia una delle sue performance più intense e fisiche.

La storia è quella reale, tratta dal libro di Brock Yates. Siamo nel momento più fragile e complesso della vita del fondatore della celebre scuderia: la perdita del figlio Dino, la crisi economica dell’azienda, un matrimonio che scricchiola e una relazione parallela che Ferrrari cerca disperatamente di proteggere. Tutto mentre la Mille Miglia del 1957, una delle gare più drammatiche della storia dell’automobilismo, incombe come un giudizio finale.

Mann, che ha costruito un’intera carriera sul mostrare uomini ossessionati dal loro mestiere – da Heat a Collateral – qui trova terreno fertilissimo: motori, ambizioni impossibili, vita e morte divise da una linea sottile come l’asfalto rovente di una pista.

Un cast stellare che funziona (e perché)

  • Adam Driver: un Enzo Ferrari complesso, fisico, anti-romantico.
  • Penélope Cruz: una Laura Ferrari potentissima, cupa, essenziale.
  • Michael Mann: regia rigorosa, quasi chirurgica, lontana dall’agiografia.

Adam Driver è il cuore del film, ma senza Penélope Cruz il suo Enzo Ferrari non funzionerebbe: Laura Ferrari è una presenza magnetica, ruvida, dolorosa, che racconta una donna amputata dagli eventi ma ancora determinante per l’impero automobilistico. Shailene Woodley dà corpo all’altra metà della vita privata dell’industriale, mentre Patrick Dempsey – vero ex pilota – porta in scena una credibilità nelle sequenze di corsa che raramente si vede in un biopic.

Non è un film che celebra il mito: lo scortica. E per questo rimane addosso.

Perché “Ferrari” è diventato così importante nel cinema recente

Quando uscì nel 2023, il film divise ma conquistò la critica internazionale. Non è un’opera biografica tradizionale: Mann evita le soluzioni facili, le frasi fatte, la glorificazione. Racconta il lato più ombroso dell’industriale modenese, la parte che le biografie ufficiali non amano troppo ricordare. Ed è proprio questa onestà narrativa ad averle fatto ottenere candidature ai BAFTA, ai SAG Awards e il premio del National Board of Review.

Per chi conosce Mann, “Ferrari” è quasi un film manifesto: la dedizione totale al realismo, le emozioni secche, la meticolosità nella ricostruzione dei luoghi. Modena non sembra un set, sembra la città che respira, soffre e corre accanto al suo protagonista.

E per gli appassionati di motorsport? La Mille Miglia del ’57, vissuta con una tensione quasi horror, è una delle rappresentazioni più potenti mai girate su una gara automobilistica. Tecnicamente è cinema da studiare: niente estetismi gratuiti, solo pura adrenalina e la consapevolezza che, all’epoca, ogni curva poteva essere l’ultima.

Perché vale la pena guardarlo stasera

Prima visione Rai: un evento raro per un biopic così recente e acclamato.

Cast internazionale di altissimo livello che unisce talento ed esperienza autentica nel mondo delle corse.

Un pezzo di storia italiana raccontato con sguardo internazionale e una sensibilità cinematografica unica.

“Ferrari” non è soltanto un film da vedere: è un film da discutere, da analizzare, da guardare con la consapevolezza di entrare nella mente di un uomo che ha cambiato per sempre l’immaginario automobilistico mondiale. E questa sera, su Rai 2, è un’occasione perfetta per riscoprirne luci e ombre.

Quale lato oscuro di Enzo Ferrari ti incuriosisce di più?
La doppia vita sentimentale
Il lutto per il figlio Dino
La crisi economica della Ferrari
Il peso della Mille Miglia 1957
La rottura con Laura Ferrari

Lascia un commento