Quando acquistiamo una mozzarella in offerta al supermercato, siamo convinti di portare a casa un prodotto fresco, genuino e dal prezzo conveniente. La realtà potrebbe rivelarsi ben diversa da quella che immaginiamo. Dietro quel prezzo allettante si nasconde spesso una lista di ingredienti che meriterebbe una lettura più attenta, soprattutto per quanto riguarda additivi e conservanti che molti consumatori non sanno nemmeno di star introducendo nella propria alimentazione quotidiana.
La mozzarella che non ti aspetti: tra tradizione e chimica alimentare
La mozzarella rappresenta uno dei simboli della tradizione casearia italiana, un prodotto che nella sua forma più autentica richiede pochi e semplici ingredienti: latte, caglio, sale e fermenti lattici. Eppure, nel panorama della grande distribuzione, non tutte le mozzarelle sono uguali. Esistono differenze sostanziali tra i vari prodotti in commercio, differenze che vanno ben oltre il prezzo di vendita e che riguardano la composizione effettiva di ciò che finisce nei nostri piatti.
Il problema principale risiede nella modalità con cui vengono comunicati gli ingredienti presenti. Le etichette alimentari, pur essendo regolamentate dalla normativa europea, possono risultare criptiche per chi non possiede una preparazione specifica. Gli additivi vengono identificati attraverso sigle alfanumeriche precedute dalla lettera E, e la loro presenza può sfuggire a un’occhiata superficiale, specialmente quando i caratteri sono piccoli e la lista degli ingredienti è riportata in zone poco visibili della confezione.
Quali additivi si nascondono nelle mozzarelle convenienti
Tra gli additivi più frequentemente utilizzati nelle mozzarelle destinate alla grande distribuzione troviamo i correttori di acidità , come l’acido citrico (E330), che modificano o controllano l’acidità del prodotto. La loro funzione è quella di acidificare rapidamente il latte nei processi industriali, prolungandone la conservazione e mantenendo una consistenza uniforme nel tempo, a differenza della fermentazione naturale con fermenti lattici usata nella produzione artigianale.
I conservanti come il sorbato di potassio possono essere presenti in mozzarelle ottenute da semilavorati come cagliata congelata. Questi composti chimici hanno lo scopo di inibire la proliferazione microbica, estendendo la shelf life del prodotto sugli scaffali. Una mozzarella davvero fresca prodotta artigianalmente ha una durata limitata proprio per l’assenza di questi interventi chimici.
Il liquido di governo: non solo acqua e sale
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il liquido di governo, quella soluzione in cui la mozzarella rimane immersa all’interno della confezione. In mozzarelle da semilavorati, come la cagliata, questo liquido può contenere acqua, sale e additivi come acido citrico o lattico e sorbato di potassio, che tecnicamente non devono essere evidenziati con la stessa enfasi riservata agli ingredienti principali. La normativa vigente dal 19 aprile 2017 non obbliga a specificare l’uso della cagliata, permettendo una comunicazione non sempre trasparente.
Come riconoscere una mozzarella autentica leggendo l’etichetta
Diventa fondamentale sviluppare una capacità critica nella lettura delle informazioni riportate sulle confezioni. Una lista ingredienti breve è generalmente un buon segnale: latte, fermenti lattici, caglio e sale dovrebbero essere gli unici componenti di una mozzarella artigianale di qualità . Ogni elemento aggiuntivo, soprattutto se identificato con sigle alfanumeriche, dovrebbe far scattare un campanello d’allarme.

La data di scadenza rappresenta un altro indicatore prezioso. Una mozzarella con una conservabilità eccessivamente prolungata, che supera le due settimane dalla produzione, difficilmente può considerarsi un prodotto fresco nel senso tradizionale del termine, specie se ottenuta con additivi o semilavorati. La tecnologia produttiva moderna permette certamente di migliorare alcuni aspetti igienico-sanitari, ma quando la conservazione si estende troppo nel tempo, è lecito sospettare interventi chimici significativi.
Il paradosso del prezzo conveniente
Le offerte promozionali esercitano un fascino innegabile sul consumatore attento al risparmio, ma è importante interrogarsi su come sia possibile praticare determinati prezzi. Una mozzarella venduta a costi particolarmente ridotti, sotto i 5 euro al kg, potrebbe nascondere compromessi qualitativi che vanno oltre la semplice ottimizzazione della filiera produttiva, come l’uso di latte pastorizzato, cagliata conservata o acidificanti chimici. L’utilizzo di additivi permette infatti di prolungare artificialmente la vita commerciale del prodotto, riducendo gli sprechi per il distributore, standardizzare le caratteristiche organolettiche mascherando eventuali variazioni qualitative della materia prima, utilizzare latte di qualità inferiore o cagliata pronta compensando le difformità attraverso additivi, e ottimizzare i processi logistici permettendo trasporti più lunghi e stoccaggi prolungati con semilavorati.
Strategie per un acquisto consapevole
Orientarsi nel reparto latticini richiede attenzione e un minimo di preparazione. Privilegiare i prodotti con certificazioni di origine controllata può rappresentare una prima forma di tutela, anche se non garantisce automaticamente l’assenza di additivi o l’uso di metodi artigianali. Leggere integralmente l’etichetta, senza fermarsi alle informazioni in evidenza sulla parte frontale della confezione, diventa un gesto di autodifesa alimentare.
Considerare l’acquisto presso caseifici locali o banchi specializzati, dove la mozzarella viene prodotta quotidianamente con fermentazione naturale, costituisce un’alternativa che merita valutazione. Il prezzo potrebbe risultare del 10-15% superiore a causa delle 4 ore aggiuntive di manodopera per la fermentazione, ma la garanzia di maggiore digeribilità (fino all’80% di lattosio in meno grazie ai fermenti lattici) e freschezza compensano ampiamente la differenza economica.
La consapevolezza alimentare passa attraverso scelte quotidiane che privilegiano la qualità sulla convenienza immediata. Una mozzarella autentica, con la sua breve conservabilità , lista ingredienti essenziale e acidificazione naturale tramite fermenti lattici, rappresenta non solo un piacere gastronomico superiore, ma anche un investimento nella propria salute e nel sostegno a pratiche produttive più rispettose della tradizione e della trasparenza verso il consumatore.
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